09/02/2010 ore 04:21

Fed Cup. Azzurre in semifinale: Ucraina battuta 4-1
di Fabrizio Fidecaro
L'Italia espugna Kharkiv e centra la quarta semifinale di Fed Cup negli ultimi cinque anni. Dopo che la prima giornata del tie con l'Ucraina si era chiuso in parità, le azzurre sono venute a capo, seppur a fatica, dei due singolari incrociati con le sorelle Bondarenko.
Flavia Pennetta ha battuto Alona con una solida prova di carattere, rischiando parecchio, ma riuscendo a evitare di andare al terzo, nonostante l'avversaria abbia servito sul 5-4 del primo set e sia sul 5-4 sia sul 6-5 del secondo. Il ricorso al parziale decisivo è stato invece necessario per Francesca Schiavone, che ha iniziato male contro Kateryna, cedendo 62 il set d'avvio, ma si è poi riscattata in seguito, finendo per dominare l'incontro con un doppio 61 fra seconda e terza frazione.
A risultato acquisito, c'è stata gloria anche per Sara Errani e Roberta Vinci, che hanno liquidato nel doppio con un rapido 61 63 Mariya Koryttseva e Viktoriya Kutuzova, fissando così il risultato definitivo sul 4-1 per l'Italia. Le azzurre avranno ora una nuova importante possibilità per raggiungere la finale: nel weekend del 24-25 aprile, infatti, ospiteranno la Repubblica Ceca, che ha prevalso sulla Germania solo al termine del doppio di spareggio.

RISULTATI
1° turno Fed Cup 2010: a Kharkiv, Ucraina-Italia 1-4

F. Pennetta (ITA) b. A. Bondarenko (UKR) 75 76(3)
F. Schiavone (ITA) b. K. Bondarenko (UKR) 26 61 61
S. Errani/R. Vinci (ITA) b. M. Koryttseva/V. Kutuzova (UKR) 61 63

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Tiger è meglio di Federer?
Sì, ma non sul campo

di Stefano Semeraro (*)
“Tiger Woods meglio di Roger? Ragazzi, non scherziamo”. La battuta è di Andy Roddick e risale a un paio d’anni fa ma merita di essere rispolverata dopo che la Associated Press ha nominato il Grande Arrapato miglior atleta del decennio, davanti a Lance Armstrong e, appunto, a Roger Federer.
Ok, la Tigre e il sette volte campione del Tour sono grandissimi, epocali campioni, non si discute. Ma la domanda è: sono davvero meglio di Super Rog?
Se stiamo ai numeri, la risposta è sicuramente no. Il n.1 del tennis ha vinto 15 major, contro i 12 del suo amico golfista e contro i 7 Tour de France di Armstrong. Di più: si è preso oltre l’80 per cento delle partite che ha giocato. Il ciclismo è sicuramente uno sport più massacrante del tennis, è vero, ma Armstrong in fondo per anni ha corso e vinto una sola gara – per quanto estrema e faticosissima – all’anno, mentre Roger da dieci anni si sbatte per 11 mesi, da gennaio a novembre, rimbalzando da una parte all’altra del globo, su molte superfici diverse, al coperto e allo scoperto, e con un impegno mentale e fisico notevolissimo. Vogliamo paragonare alo stress che richiede il golf? No way. Per girare le 18 buche come fa Woods occorre certamente una preparazione mentale e tecnica straordinaria, ma correre per cinque ore inseguendo i serpenti in top-spin di Nadal, ne converranno anche gli amici golfisti, è ben altra cosa.
Verrebbe da liquidare (l’irritante) verdetto concludendo che gli americani nello sport, come in molte cose, sono abituati a guardare soprattutto in casa propria, celebrando i fuoriclasse delle loro discipline tradizionali – baseball, basket, football, hockey, golf – e soprattutto i loro connazionali. Ma a smentire (almeno in parte) la facile soluzione è arrivata la classifica che il New York Times ha stilato dei più importanti avvenimenti sportivi del decennio.
Al primo posto non c’è una finale del Superbowl o una superpartita di Kobe Bryant, ma la testata a Materazzi che costò l’espulsione a Zidane durante gli ultimi Mondiali di calcio. Insomma, una faccenda calcistica, sicuramente di grande risonanza Mondiale ma in fondo anche molto europea e pochissimo yankee.
Allora forse bisognerà tornare al quesito iniziale e considerarlo sotto tutta un’altra luce. Gli anni che vanno dal 2000 al 2009 sono stati quelli che hanno celebrato la ormai (quasi) definitiva mutazione dello sport in sport-business. Una metamorfosi partita da lontano, che ha radici profonde, ma che si sta conclamando in modi a volte imbarazzanti per chi è ancora convinto che lo sport sia, soprattutto, una questione che si regola in campo. Lo star system sportivo ha sostituito, nell’immaginario pubblico, quello di Hollywood, i veri divi oggi sono quelli che maneggiano palloni, racchette, mazze. Conta il personaggio, e in questo Tiger Woods – un nero capace di cambiare la storia di uno sport “bianco” – e Lance Armstrong – il campione che prima che le strade e gli avversari ha battuto il cancro – sono decisamente più forti, più “adeguati” all’appetito dei media di Federer, lo svizzero educato, inappuntabile e poco “notizioso” per il gossip, che dalla sua parte ha “solo” un talento stellare.
Il fatto che il New York Times abbia deciso di incoronare, fra i tantissimi possibili, un evento in realtà “non sportivo” (o decisamente anti-sportivo, fate voi), non è che una conferma della teoria. Alla fine, quindi, la risposta da dare alla domanda di partenza è: sì, Woods e Tiger sono “personaggi sportivi” più forti, più mediatici di Federer, che invece – almeno a mio modestissimo giudizio – batte sul piano puramente sportivo i suoi due comunque straordinari concorrenti. Super Rog si deve rassegnare. Ma a conti fatti, visti i motivi per cui la Tigre dopo e il Cannibale prima sono saliti agli onori delle cronache extrasportive – la malattia più atroce e lo sputtanamento più crudele - gli auguriamo di rimanere, anche nel prossimo decennio, un magnifico, sublime, incantevole “non personaggio”.
articolo pubblicato sul blog
"Tennis e dintorni" - www.lastampa.it

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Maiorca.
Rafa Nadal battuto
dall'asinella Pepa

di Fabrizio Fidecaro
Non è un gran momento per Rafa Nadal, ma di certo il quattro volte campione del Roland Garros non si aspettava di vedersi battuto persino... da un somaro. Eppure è andata proprio così: Rafa è stato sostituito dall'asinella Pepper (Pepa per gli amici), nel ruolo di uomo (o animale) immagine per la promozione turistica di Maiorca, l'isola dove l'attuale numero 4 del mondo è nato.
La notizia è riportata dal sito web del quotidiano El Mundo, che spiega come la precedente pubblicità governativa con protagonista Nadal fosse costata la bellezza di sei milioni di euro. La nuova testimonial, invece, è molto più a buon mercato e rappresenta l'isola iberica come un luogo di salutare relax campestre più che di sesso e divertimento sfrenato qual era considerato fino a poco tempo fa. Sembra che i potenziali fruitori stiano apprezzando: grazie a Pepper, Maiorca sta guadagnando nuovi turisti dal Nord America, dalla Scozia, dalla Germania, gente più interessata alla gastronomia e alle sane passeggiate nella natura che ad attrazioni più spregiudicate.
L'idea è venuta a Marta Bonet, che inizialmente voleva semplicemente promuovere il suo agriturismo. Il successo, però, è stato tale che l'immagine rassicurante di Pepa si è estesa all'intera isola, e ora la simpatica asinella è presente anche sui più importanti social network, come Facebook e Twitter. E, anche nella sua terra, Nadal deve ingoiare l'ennesimo boccone amaro...

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Atp Rotterdam.
Andreas Seppi
al secondo turno

di Fabrizio Fidecaro
Inizia bene il cammino di Andreas Seppi nell'Abn Amro World Tennis Tournament di Rotterdam, prova indoor Atp dotata di un montepremi di 1.445.000 euro. Il numero uno azzurro (n. 46 del mondo, secondo il nuovo ranking diramato oggi) ha sconfitto nel suo match di primo turno il qualificato elvetico Stephane Bohli con il punteggio di 61 75. Al prossimo round il 25enne altoatesino se la vedrà con il vincente della sfida tra il serbo Viktor Troicki (numero 8 del seeding) e l'austriaco Jurgen Melzer.
Proprio a Rotterdam, due anni fa, Seppi fu protagonista della sua impresa più memorabile, quando batté al secondo turno Rafa Nadal, che pochi mesi dopo avrebbe scavalcato Roger Federer, conquistando la prima posizione mondiale.
Era invece uscito al primo round della qualificazioni l'unico altro tennista italiano presente in Olanda, Simone Bolelli, ritiratosi (peraltro già sotto 64 41) contro il locale Raemon Sluiter.

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Atp nel mondo. Successi per Cilic, Lopez e Bellucci
di Fabrizio Fidecaro
Successi per Marin Cilic, Feliciano Lopez e Thomaz Bellucci nei tre tornei Atp in programma (fra l'altro in tre continenti diversi: Europa, Africa e Sud America) nella settimana appena conclusa.
Zagabria. Dopo aver confermato a inizio anno il titolo di Chennai (e con nel mezzo la semifinale a Melbourne), Marin Cilic si ripete anche a Zagabria, bissando il titolo ottenuto nel 2009. Il 21enne neo top ten ha battuto nel match clou, davanti al suo pubblico, il tedesco Michael Berrer, alla sua prima finale Atp in carriera. 64 67(5) 63 lo score di un match equilibrato, deciso da pochi punti.
Johannesburg. A oltre cinque anni dal suo primo centro in carriera (Vienna, ottobre 2004), Feliciano Lopez concede finalmente il bis, facendo suo il SA Tennis Open. Il mancino iberico, terzo del seeding, ha battuto in semifinale per 76 al terzo il favorito Gael Monfils e, nel match clou, si è imposto per 75 61 sull’altro francese Stephane Robert, alla sua prima finale Atp.
Santiago. Secondo titolo Atp in carriera (dopo Gstaad 2009) per il 22enne brasiliano Thomaz Bellucci, terzo del seeding. Il mancino di Sao Paulo ha sconfitto le prime due teste di serie, il n. 1 Fernando Gonzalez (36 64 63) in semifinale e il n. 2 Juan Monaco (62 06 64) in finale.

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Fed Cup in Ucraina. Schiavone battuta, la Pennetta fa 1-1 - Si chiude in parità la prima giornata della sfida di Fed Cup tra Ucraina e Italia. Alla brutta sconfitta patita da Francesca Schiavone di fronte ad Alona Bondarenko, ha prontamente risposto Flavia Pennetta, superando la sorella minore di Alona, Kateryna. Sul terreno al coperto di Kharkiv si è capito subito che il discorso qualificazione non sarebbe stato per nulla agevole. La Bondarenko senior ha dominato il set d'avvio contro la Schiavone, che ha provato a rientrare in partita nella seconda frazione, guadagnandosi per due volte un break di vantaggio, ma non riuscendo a mantenerlo. Alla fine, nuovo allungo di Alona, che ha chiuso con un netto 61 64, portando in vantaggio il suo team. Per fortuna, la Pennetta è apparsa oggi in ben migliori condizioni di forma rispetto alla compagna e ha regolato Kateryna Bondarenko con un autorevole 75 63, rischiando un po' solo nel primo set, quando, dopo aver sciupato un break, si era trovata sotto 4-5 (ma con il servizio a disposizione). Domani i singolari incrociati: aprirà il confronto tra le due numero uno, Flavia e Alona; a seguire il match tra le sconfitte di oggi, Francesca e Kateryna, e l'eventuale doppio di spareggio. RISULTATI 1° turno Fed Cup 2010: a Kharkiv, Ucraina-Italia 1-1 A. Bondarenko (UKR) b. F. Schiavone (ITA) 61 64 F. Pennetta (ITA) b. K. Bondarenko (UKR) 75 63 [...]

Na Li, un 2010 da protagonista: "Obiettivo finali Wta" - Dopo aver raggiunto le semifinali agli Australian Open e fatto breccia fra le top ten, Na Li non si pone limiti ed è intenzionata a vivere una stagione da protagonista. "Spero di rimanere nelle prime dieci e di qualificarmi per le Wta Finals", ha dichiarato la 27enne di Wuhan in un'intervista riportata dal China Daily. "Se possibile, spero di raggiungere un ranking il più alto possibile quest'anno". A Melbourne, Na Li si è confrontata con entrambe le sorelle Williams, battendo Venus in rimonta nei quarti e cedendo in due tie-break a Serena in semi. "Il match con Venus è stato il più memorabile per me", ha spiegato. "Non solo perché ho vinto, ma anche perché così due cinesi erano in semifinale. Penso che sia stato un momento eccitante nello sviluppo del nostro tennis. Per la sfida con Serena, sento un po' di rimpianto, non sono riuscita ad aggiudicarmi giusto uno o due punti chiave. Il gap non è così grande". La tennista dal nome e cognome costituito in tutto da due sillabe ha poi parlato del suo trionfale rientro in patria dopo le imprese australiane. "Avevo pianificato di tornare a Pechino nella quiete e quindi ero salito su un volo che arrivava molto presto. Per questo sono stata sorpresa quando ho visto le telecamere all'aeroporto e all'inizio ho avuto dei dubbi che fossero lì per me. Tutto questo ti fa sentire diversa, ma io non cambierò. Sono sempre me stessa". [...]

Fed Cup. Subito la Schiavone vs Alona Bondarenko - Apre Francesca Schiavone: così ha deciso il sorteggio effettuato stamattina. Sarà il match tra la leonessa e Alona Bondarenko a inaugurare domani il tie di Fed Cup tra Ucraina e Italia, sul veloce indoor di Kharkiv. A seguire, Flavia Pennetta affronterà la sorella minore di Alona, Kateryna. Domenica, singolari incrociati Pennetta-Alona e Schiavone-Kateryna e, a chiudere, l'eventuale doppio in cui sono per ora annunciate in campo Errani-Vinci contro Koryttseva-Kutuzova (ma sarà difficile che, qualora il punto fosse decisivo, le formazioni rimangano queste). "Qui c'è un'atmosfera molto particolare", ha dichiarato la Schiavone, reduce dagli ottavi di finale raggiunti agli Australian Open, dove ha sconfitto Agnieszka Radwanska. "Penso che questa sia una delle partite più dure da quando gioco in Fed Cup. Speriamo però di poter continuare a toglierci grandi soddisfazioni in questa splendida manifestazione". "Sarà una sfida difficile", ha confermato la Pennetta, attuale numero 12 del ranking Wta. "Dato che scenderò in campo per seconda, spero di farlo con l'Italia in vantaggio. La mia avversaria ha due buonissimi fondamentali: quindi, dovrò giocare ogni punto con la massima attenzione". [...]

Flavia Pennetta veste Adidas (già in Ucraina) - La trasferta di Fed Cup in Ucraina si apre con un'importante novità per Flavia Pennetta: la numero uno del tennis azzurro si è infatti legata con un contratto triennale in esclusiva con Adidas. La 27enne brindisina indosserà la linea di abbigliamento per il tennis Adilibria già a partire da domani. “Sono entusiasta di rappresentare un brand prestigioso come Adidas", ha dichiarato Flavia, "entrando così a far parte di un team che mi possa accompagnare e sostenere a livello tecnico nella mia crescita professionale. Per qualunque atleta che desideri essere veramente competitivo a livello mondiale, è fondamentale poter contare su prodotti di prima qualità, studiati per performare al massimo. Non vedo l’ora di iniziare questo nuovo percorso insieme!". Ovviamente molto soddisfatto anche il direttore marketing di Adidas Italy, Winand Krawinkel: “Lo stile di gioco di Flavia è da sempre unico, una perfetta miscela di determinazione, professionalità e stile. Flavia rappresenta la prima tennista italiana a indossare le Tre Strisce e siamo molto orgogliosi di accompagnarla durante tutte le sue prossime sfide sportive in tutto il mondo. Il nostro impegno, nei confronti di Flavia e di tutti gli atleti della famiglia Adidas è quello di fornire il migliore prodotto in grado di coniugare stile e performance". Per l'incontro di Fed Cup tra Italia e Ucraina, Flavia Pennetta ha scelto di indossare i capi della collezione Primavera-Estate 2010 Adilibria, una linea di prodotti studiati unicamente per l’atleta donna che ricerca il prodotto più innovativo in termini di tecnologia e che, allo stesso tempo, strizza l’occhio alla moda presentando dettagli e vestibilità che valorizzano al massimo l’universo femminile. Flavia sarà quindi in campo per l’esordio in Tre Strisce indossando un top bianco con fantasia jacquard tono su tono abbinato a un gonnellino grigio scuro. Entrambi i capi sono caratterizzati da dettagli costruttivi molto femminili come piccole pences sul carrè del top e ai lati del gonnellino. La linea Adilibria Tennis vanta l’impiego della tecnologia ClimaCool® per lasciare evaporare il più velocemente possibile il sudore e mantenere la pelle asciutta anche durante le performance più impegnative ed in presenza delle temperature più alte. [...]

Fed Cup. Italia in Ucraina, vietato distrarsi - Le azzurre ripartono dall’Ucraina, per dare seguito a un’avventura che nelle ultime stagioni è stata meravigliosa, con due titoli e una finale a partire dal 2006. Il primo turno di Fed Cup, in programma questo weekend nel Palazzo degli Sport “Lokomotiv” a Kharkiv, non va assolutamente preso sotto gamba: le padrone di casa attraversano un buon momento di forma e faranno di tutto per celebrare il loro esordio nel World Group I con una vittoria di prestigio contro le campionesse in carica. La squadra ucraina, promossa nella massima divisione grazie alle affermazioni su Israele e Argentina, affiderà le sue speranze essenzialmente alle sorelle Bondarenko, Alona (classe 1984) e Kateryna (1986), che, fra l’altro, avranno l’onore e la responsabilità di giocare di fronte al pubblico della loro città natale. Insieme le due costituiscono un affiatatissimo team di doppio (fra i risultati ottenuti in coppia spicca il trionfo agli Australian Open del 2008) e le prime settimane del 2010 hanno riproposto Alona su buoni livelli anche in singolare, visto che la bionda 25enne, già top twenty due anni fa, si è aggiudicata il torneo Wta di Hobart e ha battuto la Jankovic a Melbourne, fermandosi poi negli ottavi. Oltre alle Bondarenko, le nostre rivali potranno contare su Viktoriya Kutuzova e Mariya Koryttseva, mentre capitan Barazzutti ha confermato in blocco la formazione che ha travolto gli Stati Uniti a Reggio Calabria nel novembre scorso: Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani e Roberta Vinci. Due i precedenti, risalenti al 1997 e al 2008, con altrettanti successi delle azzurre: questa, però, sarà la prima volta in trasferta e sul duro indoor, dato che in passato si era giocato sulla terra di Bari e Olbia. Insomma, Italia favorita, ma vietato distrarsi. [...]

Kim Clijsters e la figlioletta diventano Barbie - Prima un titolo dello Slam al rientro dopo oltre due anni di stop, poi, addirittura... una Barbie con le sue sembianze. L'impresa di Kim Clijsters agli scorsi US Open ha colpito non solo gli appassionati di tennis, ma anche la Mattel, che ha deciso di dedicare alla bionda tennista belga la sua bambola più famosa. Una Barbie con le fattezze di Kim è stata infatti presentata ieri alla Fiera del Gioco di Norimberga: la giocatrice è ritratta sorridente con il completo rosso e la racchetta blu esibiti a Flushing Meadows. Ulteriore particolarità è che alla Barbie-Kim (prima atleta donna a ricevere tale riconoscimento) è stata affiancata una mini Barbie che raffigura Jada, la sua figlioletta, che tutti ricordano festeggiare sul centrale newyorkese il trionfo della mamma. "Sono profondamente onorata di diventare un'icona che incarna i valori di Barbie", ha dichiarato la Clijsters in una nota. "La mia famiglia significa tutto per me. Ero molto eccitata quando ho scoperto che mia figlia avrebbe avuto una Jada Barbie". Oltre a quella dedicata alla tennista, Mattel ha presentato nell'occasione anche delle Barbie in onore della principessa Vittoria di Svezia e di J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter. [...]

Ad aprile il ritorno di Lendl contro Wilander - Per gli appassionati del tennis anni Ottanta sarà un appuntamento imperdibile, e non potranno mancare i lucciconi di nostalgia agli occhi. Il prossimo 10 aprile, nella Boardwalk Hall di Atlantic City, Ivan Lendl tornerà a calcare un campo da tennis a oltre quindici anni di distanza dal suo ritiro, datato fine 1994. Per di più, Ivan il terribile fronteggerà proprio uno dei suoi storici rivali, niente meno che Mats Wilander, con il quale, tra il 1983 e il 1988, si confrontò in ben cinque finali dello Slam (con tre successi dello svedese). Lendl, che non ha mai partecipato finora a eventi senior, compirà cinquant'anni fra un mese, mentre Wilander spegnerà quarantasei candeline ad agosto. La megaesibizione, denominata "Caesars Tennis Classic", avrà una presentatrice di eccezione in Venus Williams e vedrà la disputa di altri due match: uno tra Andy Roddick e il neopensionato Marat Safin, l'altro ancora da decidere, ma comunque con in scena due fuoriclasse del presente o del recente passato. "Ovviamente quando invecchi c'è una nuova generazione che non ti ha mai visto giocare", ha dichiarato Lendl. "Non credo che nessuno si faccia delle illusioni sul fatto che Safin e Roddick giocheranno come noi. Ma su una cosa non ci sono dubbi: nessuno di noi vuole perdere". [...]

Martina Hingis medita sui rientri di Clijsters e Henin - I fortunati rientri di Kim Clijsters e Justine Henin potrebbero indurre anche un'altra ex numero uno come Martina Hingis a tentare la stessa strada? Al momento, non è nulla più di un'ipotesi, fondata su basi ben poco solide, ma la tennista svizzera, che ha compiuto ventinove anni lo scorso 30 settembre e ha ormai finito di scontare la squalifica per doping, non se la sente ancora di chiudere definitivamente le porte a un suo ritorno. "È stato fantastico rivedere Kim e Justine in azione a quei livelli", ha dichiarato Martina in un'intervista telefonica all'Associated Press. "Non so se riuscirei a fare altrettanto. Certo, ti fa pensare. Il tennis è stato tutta la mia vita, e la cosa più naturale è che ti faccia riflettere. Sarebbe triste se non mi facesse riflettere, non credete? Il tennis è ancora la mia vita: beh, parte di essa. La mia vita, però, è molto confortevole, d'altra parte. Il tennis mi ha dato tanto e a volte devi mettere le cose alle spalle. Comporta un sacco di sacrificio, comunque". Martina, intanto, riprenderà in mano la racchetta in estate per partecipare al World Team Tennis negli Stati Uniti, proprio come fece nel 2005 per preparare il suo primo ritorno. "Quello che mi manca", ha continuato la Hingis, "è tenere stretto fra le mani il trofeo e sapere che sei la migliore del mondo quando hai vinto uno Slam. Questo è probabilmente il momento in cui un atleta è più felice. Mi manca, ma so che per arrivare a quel punto sono stati necessari tanti anni, tanto lavoro duro, tanto allenamento. Non è venuto giù dal cielo. Non si dimentica mai quanto lavoro, quanta sofferenza hai dovuto patire per arrivare lì". [...]

Dallas Challenger. Rientro sfortunato per Mark Philippoussis - Non è stato fortunato il rientro alle competizioni di Mark Philippoussis, impegnato nel Challenger di Dallas (montepremi di 50.000 dollari). Il 33enne australiano si è arreso al primo turno al 29enne statunitense Michael Yani, numero 5 del seeding e 161 del mondo, che si è imposto con il punteggio di 64 64. Il popolare "Scud" non giocava un torneo professionistico dal novembre 2006, quando, dopo aver superato indenne il match d'esordio per il ritiro del giapponese Gouichi Motomura nel corso del terzo set, era uscito al secondo round nel Challenger di Maui per mano dell'americano Brendan Evans. Non si sa, per il momento, come Philippoussis abbia intenzione di dare seguito al suo comeback. Il tennista di Melbourne aveva comunque espresso alla vigilia le sue speranze di poter tornare regolarmente nel Tour. Dotato di un formidabile servizio, Mark è stato numero 8 del mondo nell'aprile 1999 e ha raggiunto due volte la finale nelle prove dello Slam, agli US Open 1998 (battuto dal connazionale Patrick Rafter) e a Wimbledon 2003 (superato da Roger Federer). [...]

Edberg, Rafter e Ivanisevic: "Murray vincerà uno Slam" - Stefan Edberg, Goran Ivanisevic e Patrick Rafter, tre ex campioni del tennis fra gli anni Ottanta e l'inizio dei Duemila, sono concordi: Andy Murray conquisterà presto un titolo dello Slam. Lo scozzese, fermato per la seconda volta in carriera da Federer a un passo dal traguardo agli ultimi Australian Open, gode dunque della fiducia unanime di tre dei grandi protagonisti del Champions Tour, come riportato nel sito ufficiale del circuito Atp riservato ai veterani. "Murray ne vincerà uno", spiega Rafter, due volte trionfatore agli US Open (1997-98), "è questione di quando, non di se. Andy si trova a suo agio su ogni superficie, è un fantastico giocatore. Potrebbe vincere Wimbledon, bisogna giusto vedere come può sopportare la pressione che gli deriva dal fatto di giocare nel Regno Unito". "C'è un sacco di pressione su Murray e non è facile", conferma Ivanisevic, che a Church Road si impose nel 2001. "In generale, però, lui ha tutto: il gioco, la testa. Sicuramente è destinato ad aggiudicarsi un Major. Non so quale, ma ne vincerà uno". "Devi sbloccarti con il primo", considera Edberg, che di trofei Slam ne conta in bacheca ben sei, vinti tra il 1985 e il 1992. "Ottenere il primo titolo è difficile, serve anche una piccola dose di fortuna, un po' come nel caso di Ivan Lendl. Lui era al settimo anno da professionista quando ha finalmente fatto suo un Major, e prima di allora aveva perso quattro finali. Quando ne ha vinto uno, rimontando due set a McEnroe nella finale del Roland Garros, è stato solo l'inizio per lui: in seguito, ne ha conquistati altri sette. Penso che Murray potrebbe fare la stessa cosa: è vicino al successo, e una volta che l'avrà raggiunto, sarà capace di ottenerne altri". [...]

Atp Santiago e Zagabria. Italiani tutti out al primo turno - Continua il pessimo inizio d'anno sul fronte azzurro maschile: dopo le cinque eliminazioni su cinque al primo turno degli Australian Open, sono arrivate le tre su tre di questa settimana, divise tra le prove Atp di Zagabria (Bolelli) e Santiago (Starace e Lorenzi). L'unico a conquistare un set è stato Paolo Lorenzi, che, nel torneo sulla terra rossa cilena, ha lottato sino alla fine contro l'argentino Eduardo Schwank, arrendendosi solo per 46 76(3) 63. In precedenza Potito Starace, accreditato dell'ottava testa di serie, aveva ceduto all'australiano Peter Luczak con lo score di 76(3) 64. Ancor peggio è andata a Simone Bolelli: il tennista bolognese, in piena crisi di risultati, ha collezionato sul rapido indoor di Zagabria l'undicesima sconfitta consecutiva al primo turno, uscendo in due rapidi set (62 64) di fronte al non irresistibile ucraino Illya Marchenko. Bolelli, appena uscito dai top 100 (un anno fa, di questi tempi, otteneva il best ranking al n. 36), non vince un match addirittura dallo scorso agosto, quando arrivò agli ottavi nell'Atp di New Haven. [...]

Justine Henin senza ranking fino a Indian Wells - Ancora circa un mese e mezzo senza figurare nel ranking Wta. Tanto dovrà attendere Justine Henin, rientrata col botto dopo venti mesi di assenza dal circuito, prima di vedersi attribuita una posizione in classifica e aver quindi diritto, eventualmente, a un posto fra le teste di serie nei tornei cui parteciperà. Secondo una norma della Wta, infatti, una giocatrice può essere inserita in graduatoria solo dopo aver disputato almeno tre tornei nei dodici mesi precedenti, e la fuoriclasse belga ne ha al suo attivo solo due, Brisbane e gli Australian Open: ha raggiunto la finale in entrambe le occasioni, sconfitta in tre set prima da Kim Clijsters e poi da Serena Williams. Justine, dalle pagine del suo sito ufficiale, ha già fatto sapere che il suo prossimo impegno sarà la prova Wta di Indian Wells, al via l'8 marzo, e dunque prima della conclusione dell'evento californiano non potrà apparire nel ranking. La 27enne di Liegi è però già presente nella Race to the Sony Ericsson Championships, che considera i soli risultati del 2010. Qui occupa la seconda posizione con 1600 punti, alle spalle di Serena Williams (2320), ma nettamente davanti alle cinesi Jie Zheng (terza con 970) e Na Li (quarta con 961) e alla bielorussa Victoria Azarenka (quinta a quota 700). [...]

Ranking Atp. Djokovic numero 2, Cilic nei primi dieci - Dopo aver mancato parecchie occasioni fra 2008 e 2009, finalmente Novak Djokovic riesce a migliorare il proprio best ranking, piazzandosi al secondo posto della classifica Atp. Il serbo, pur sconfitto nei quarti degli Australian Open da Tsonga, ha approfittato del crollo di Rafa Nadal, scivolato in quarta posizione avendo perso i punti della vittoria ottenuta a Melbourne l'anno scorso. Tra Novak e Rafa, sul terzo gradino c'è Andy Murray. A guidare è sempre Roger Federer, che, grazie al 16esimo Slam in carriera, ha allungato nettamente sui diretti inseguitori (11350 punti contro gli 8310 di Djokovic, i 7800 di Murray e i 7670 di Nadal). Mentre le posizioni dalla quinta all'ottava restano immutate (nell'ordine: Del Potro, Davydenko, Roddick e Soderling), gli ultimi due posti della top ten subiscono delle variazioni. Nono è ora Jo- Wilfried Tsonga, mentre irrompe per la prima volta nell'elite del tennis Marin Cilic, decimo. Scivola invece al 12esimo gradino Fernando Verdasco, semifinalista dodici mesi fa e stavolta battuto negli ottavi da Davydenko. Sono ora soltanto quattro gli azzurri fra i primi cento: Andreas Seppi (48esimo), Fabio Fognini (57esimo), Potito Starace (64esimo) e Paolo Lorenzi (86esimo). Simone Bolelli è invece sceso alla posizione numero 109 (- 11). [...]

Ranking Wta. Wozniacki sul podio, Na Li fra le top ten - Caroline Wozniacki si issa per la prima volta sul podio, Na Li compie un'impresa storica per la Cina entrando fra le top ten. Sono queste le principali variazioni nel nuovo ranking Wta diramato oggi al termine degli Australian Open. Serena Williams allunga in testa su Dinara Safina (9195 punti a 6480), mentre la Wozniacki, nonostante l'uscita negli ottavi contro la Li, fa suo il terzo posto (a quota 5995), scavalcando Svetlana Kuznetsova (5861). Guadagnano posizioni anche Venus Williams (quinta con 5526) e Victoria Azarenka (sesta con 4960), a scapito di Elena Dementieva, che, a seguito della sua eliminazione al secondo turno, peraltro di fronte alla Henin, scende di due gradini e ora è settima con 4705. Stabile Jelena Jankovic in ottava posizione (3845), alle sue spalle, malgrado la netta sconfitta patita al terzo turno con la nostra Schiavone, sale di un posto Agnieszka Radwanska, nona con 3605. Al decimo posto ecco Na Li, prima cinese nella storia a fare breccia fra le top ten: grazie alla semifinale di Melbourne, la 27enne di Wuhan guadagna ben sette posti, attestandosi a quota 3500 punti. Anche la sua connazionale Jie Zheng compie un bel balzo in avanti, passando dal 35esimo al 20esimo posto. Ancora priva di ranking Justine Henin, che non ha giocato il minimo di tornei (3) per figurare in classifica, mentre crolla Vera Zvonareva, che, non avendo confermato la semi di dodici mesi fa, passa da nona a 14esima. Fra le italiane, stabili Flavia Pennetta (12esima con 3160 punti) e Francesca Schiavone (18esima con 2720). Salgono, invece, Sara Errani (45esima, + 1), Roberta Vinci (56esima, + 7), Tathiana Garbin (57esima, + 5)e Alberta Brianti (72esima, + 1). [...]

Melbourne. Il trionfo di Federer: "Non penso allo Slam" - Roger Federer ha appena vinto il 16esimo Slam della sua straordinaria carriera, quando si presenta felice per la rituale conferenza stampa post-match. Ecco un estratto del dialogo tra il numero uno del mondo e i giornalisti presenti a Melbourne. Dopo le emozioni di vincerne 14 e 15, come valuti un 16esimo titolo dello Slam? "Penso che si debba anche vedere il modo in cui un match finisce. Se sei avanti 5-0, e 40-0 col servizio a disposizione, o al termine di un tie-break combattuto. Non sapevo nemmeno il punteggio, 13-11. Questo mi fa sentire la vittoria simile a quella di Wimbledon con Roddick, in un certo senso. Poco prima avevo fatto un drop-shot e pensavo di aver vinto, ma, dopo aver perso quel punto, ho pensato "Dio mio, mi ha appena strappato il trofeo dalle mani". Due o tre punti dopo, ero io il vincitore. È stato un ottovolante di emozioni. Sapete, in quei momenti cerchi semplicemente di restare concentrato. Quando il match è finito, ho pensato qualcosa tipo "Oh, mio Dio, è fatta". È stato fantastico". Saresti stato ancora fiducioso anche se avessi perso il terzo set? Come ti saresti sentito a quel punto? "Ovviamente sarebbe stato molto interessante vedere come lui si sarebbe mosso. Il match si sarebbe messo su un piano molto fisico. Sfortunatamente per lui, non è andata così. Però, è stato un gioco dall'intensità molto alta, dall'inizio alla fine. Scambi molto lunghi. Nel quarto, comunque, credo che sarei stato ok. Avrei ancora avuto un set di vantaggio, per cui non sarebbe stato un problema". Andy ha detto che può piangere come te, ma non giocare come te. Tu sei stato molto gentile con lui nella premiazione, affermando che vincerà presto un Major. Cosa te lo fa pensare? "Penso che Andy si muova benissimo, sia bravo dal punto di vista tattico, abbia un gran rovescio. Ha tutto ciò di cui hai bisogno per battere i migliori e vincere i grandi tornei. A volte, semplicemente, questo non accade quando vorresti. Lui fa parte di una generazione molto forte, ci sono molti giovani in ascesa. Io ho dominato sul cemento e sull'erba per molto tempo, Rafa lo ha fatto sulla terra e poi è divenuto anche fortissimo anche sulle altre superfici, e così via. Non è facile vincere uno Slam, e l'ho dimostrato ancora stasera. Ritengo però che Andy sia davvero forte di testa, e sento che ha il gioco per riuscirci. Il punto è semplicemente quando". Possiamo iniziare a parlare di Grand Slam? È nei tuoi pensieri il fatto che Nadal ha qualche guaio mentre tu sembri stare molto bene? "Non è qualcosa che ho mai avuto in testa. Andrò avanti a giocare anche i tornei minori, i Masters 1000, etc. Provo a dare il meglio dovunque vada, perché non esistono solo gli Slam. Certo, sono importanti, ma cerco di rispettare ogni torneo che mi invita a giocare. Ci sono i tifosi che pagano i biglietti, voglio tenere fede alle aspettative che si creano. Non imposterò l'intero calendario solo per vincere i Major: ovviamente, se ciò accade, sarà fantastico, ma non è il mio obiettivo numero uno. Per niente. Lo stesso discorso vale riguardo al numero di Slam che voglio vincere: ciò che accadrà, accadrà. Voglio provare a divertirmi fino alla fine della carriera, perché ho già raggiunto così tanti traguardi che non pensavo fossero mai possibili". È il tuo primo Major da papà. Hai mai dubitato di essere capace di continuare a vincere da padre? "No davvero. Ci sono più cose da fare, apparentemente è più dura, ma non tanto come sembra (sorride, ndr). La vittoria speciale per me è stata Cincinnati: le bambine avevano due o tre settimane. Lì è stato bellissimo. Anche qui è stato fantastico, ma forse non dal punto di vista del padre, ma più perché ho dimostrato di poter ancora vincere, dopo aver perso la finale degli US Open". [...]