09/05/2008 ore 15:48

Roma. Roddick spezza i sogni di gloria di Bolelli.
Salta anche Davydenko, che cede a Robredo in tre set

di Giulio Azzolini
Sarà stata la pressione di essere l'ultimo azzurro in campo al Foro Italico di Roma, saranno stati i servizi-bomba di Andy Roddick, sta di fatto che Simone Bolelli è riuscito a reggere solo per la durata del primo set nel terzo turno degli Internazionali BNL d'Italia. Peccato, perché il tennis del nostro è stato vario, autoritario ed efficace nonostante i tanti rischi presi per scalfire lo scudo di Capitan America. In questo, il punteggio del primo set è stato piuttosto eloquente. Dopo l'iniziale vantaggio di un break che gli ha consentito di guidare la gara per 3 a 1, Bole ha subito il ritorno dell'avversario ma senza disunirsi: raggiunto sul 3 pari, il bolognese ha ricominciato a picchiare col dritto facendo crescere la qualità del suo gioco fino all'inevitabile tie-break, che Roddick porta a casa grazie a due diritti a rete di troppo dell'azzurro (7-5). "Nel tie-break sono stato sfortunato", ha detto Bolelli dopo il match. "Perderlo ha decisamente influito sulla mia concentrazione. E su di lui, invece. ha avuto ovviamente un effetto positivo".
Visibilmente sconfortato, Simone è tornato in campo senza troppa convinzione e si è fatto subito sfilare due game dallo statunitense che ancora non aveva mai sfidato. In difficoltà, nervoso e poco concentrato, Bolelli ha provato a rimanere attaccato alla gara ma non c' è stato nulla fare: A-Rod ha difeso il vantaggio fino alla vittoria finale arrivata, dopo un'ora e 56 minuti di gioco, per 6 giochi a 3. "Lui è stato bravo a non mollare sfruttando il servizio nel migliore dei modi", ha continuato l'italiano che la prossima settimana centrerà il suo best-ranking proprio grazie al risultato di Roma. "Il ragazzo ha talento e promette bene", ha detto Roddick a proposito dell'avversario appena sconfitto. "Gioca bene tutti i fondamentali e e se la sa cavare in situazioni difficili".
Nel serale, a sorpresa Tommy Robredo fa secca la testa di serie numero 4 Niko Davydenko in tre set e guadagna l'accesso ai quarti di finale. Tutto sommato una buona notizia proprio per Roddick, che incontrerà dunque lo spagnolo domani con buone possibilità di centrare la semifinale.


RISULTATI - Singolare maschile
(6)A Roddick (USA) b. S Bolelli (ITA) 76 63
(14)T Robredo (ESP) b. (4)N Davydenko (RUS) 46 62 76

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Bolelli, la gioia del tennis (italiano)
di Stefano Semeraro
Non c’era posto, ieri pomeriggio sul centralino del Foro italico. Neanche in tribuna stampa. Tutti accalcati sui gradini, fuori una folla che premeva. Sopra, un cielo incostante e livido, a tratti cupissimo, sgocciolante. In campo Simone Bolelli, il primo giocatore italiano dai tempi di Omar Camporese, forse addirittura di Adriano Panatta, capace di emozionare, di innamorare con il tennis. “Bole” sa percuotere con il dritto, passare di rovescio. Sa confezionare pallonetti su misura, soffocare lo scambio con il drop-shot, la “smorza” come la chiama lui. Ha grazia e potenza, illumina gli scambi. Anche chi dopo venti o trent’anni si è fatto crescere uno spessore di diffidenza sul cuore, ieri aveva i lucciconi. Non si parla qui di risultati, di potenziali vittorie, di percentuali. Bolelli può perdere, probabilmente perderà fra poche ore con Roddick, non è questo in discussione. Trattasi di emozioni, della capacità di produrre gesti che, come Nino Benvenuti diceva di Ray Sugar Robinson “disegnano concetti compiuti nell’aria, concetti che puoi rivedere ed evocare ad anni di distanza”. La gioia del tennis. Come non la gustavamo da tempo. Da troppo tempo.

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Roma. Federer imbriglia il gigante Karlovic
di Ludovico Casaburi
Cinque vittorie a zero per Roger nei precedenti, ma mai un match semplice: questa la storia di Federer-Karlovic al momento di scendere in campo per giocarsi il terzo turno degli Internazionali BNL d’Italia. Dopo aver fatto fuori Potito Starace nel serale di mercoledi, il gigantesco croato, certamente più stanco dello svizzero, ha affrontato Federer con la solita calma apparente, cercando di imporre il suo servizio, scendendo a rete quando può, e di limitare le sbracciate del numero uno del mondo.
Il primo set non bellissimo va via senza che nessuno dei due ceda il servizio all’avversario (mentre sono 2 le palle break annullate da Roger, ben 7 quelle annullate da Karlovic), sino all’inevitabile tie break, che Federer chiude sul 7-4. Nella seconda frazione Ivo pare più svogliato, sbaglia qualcosa in più, mentre Roger si limita a proseguire nel compitino preparato in sala-tattica: massima attenzione alla risposta e tenere a distanza dalla rete Karlovic, allungando lo scambio fino all’errore del croato. Il gioco di Sua Maestà paga nel quinto gioco, in cui Rog riesce a strappare finalmente il servizio portandosi sul 3-2 e servizio. Addirittura un secondo break, sul 5-3, e buonanotte ai giganti croati.
Un Federer discreto dunque, non eccelso, ma che sembra aver compreso bene che sulla terra l’importante è vincere e conservare le energie, non necessariamente stupire. Stessa cosa dovrà probabilmente fare contro il suo prossimo avvversario, Radek Stepanek, uno che può giocare un tennis efficace su ogni superficie, e Roger lo sa bene: “Stepanek gioca bene sia sulla terra, sia sul veloce, per cui dovrò fare massima attenzione. Il tabellone senza Nadal? Difficile dare giudizi, io comunque sono dall’altra parte, per cui, sebbene mi dispiaccia che Rafa non sia più nel torneo io penserò al mio tabellone, e poi vedremo”.
Infine, dopo una lunga maratona, James Blake ha battuto lo spagnolo Verdasco in tre set ed è approdato tutto sommato a sorpresa nei quarti di finale del torneo capitolino.

RISULTATI - Singolare Maschile
Terzo turno
(1)R Federer (SUI) b. I Karlovic (CRO) 76 63
(8)J Blake (USA) b. F Verdasco (ESP) 57 75 62

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Roma. Djoko centra i quarti. Gonzalez forfait, passa Almagro
di Giulio Azzolini
Novak Djokovic ha tenuto col fiato sospeso il centrale del Foro Italico per un intero set prima di stendere Igor Andreev per 63 36 63 e accedere così, per la seconda volta di fila, ai quarti di finale del torneo. Il serbo numero 3 del mondo, che insieme con Roger Federer è uno dei favoriti per la vittoria dopo la scioccante esclusione dai giochi di Rafa Nadal, ha giocato con la potenza e la classe a cui siamo ormai abituati ma è stato costretto a fare gli straordinari per arginare i le pungenti stoccate e le intelligenti giocate del 24enne di Mosca. Vinto il primo set per 63, “Nole” si è rilassato quel tanto che è bastato a far salire il suo rivale in cattedra e a lasciarsi scappare la seconda frazione per 6 giochi a 3. Con la situazione in parità, il campione degli ultimi Australian Open e del torneo di Indian Wells, è ritornato a macinare colpi neanche fosse una macchina e, ottenuto il break nel secondo game, è riuscito a rimanere in testa fino alla vittoria, arrivata dopo 2 ore e 42 minuti di gara. “Andreev è un ottimo giocatore, che esprime il suo miglior tennis proprio sulla terra e io sapevo che sarebbe stata durissima”, ha detto Novak in perfetto italiano. “L'importante, ora, è recuperare le forze per dare il massimo nella giornata di domani”.
Nei quarti, Djoker dovrà fare i conti con lo spagnolo Nicolas Almagro che avrà dalla sua il giorno di riposo che gli ha concesso Fernando Gonzalez. I due si sarebbero dovuti incontrare agli ottavi ma il cileno, già ritiratosi dal doppio, ha dato forfait a causa di un infortunio alla gamba sinistra. “Mi duole dalla finale di Monaco contro Bolelli ma in questi giorni il dolore è decisamente aumentato”. ha detto 'Mano de Pedra'. “Non voglio correre troppi rischi e prendermi cura di me stesso”.
Insomma, ha ragione Nadal che si lamenta dei troppi impegni in calendario? “Non si tratta di un problema nuovo. Sì, ci sono moltissimi tornei nel corso di una stagione e, a volte, noi tennisti chiediamo troppo al nostro corpo”, ha continuato Gonzalez. “Di certo, però, possiamo fare delle scelte... magari giocare meno tornei e mantenerci in forma per giocare quelli importanti”.

RISULTATI Singolare maschile
(3)N Djokovic (SRB) b. I Andreev (RUS) 63 36 63
N Almagro (ESP) b. (12)F Gonzalez (CHI) walkover
R Stepanek (CZE) b. (Q)L Horna (PER) 64 16 63

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Volandri dopo il ko:
"Carriera a rischio"

di Tiziana Pikler
La carriera di Filippo Volandri è a rischio. Tirato in volto, accompagnato dal manager Stefano Sammarini, l’azzurro ha dato un aggiornamento sullo stato del suo ginocchio sinistro. Le notizie emerse dalla risonanza effettuata stamattina sono tutt’altro che positive. Alla condriopatia (50% di cartilagine in meno, ndr) che già affliggeva il ginocchio sinistro adesso si è aggiunta anche una mancanza ossea, proprio la parte sulla quale dovrebbe poggiare la cartilagine stessa.
“Prima di prendere una decisione voglio aspettare di sentire diversi pareri medici”, ha dichiarato Volandri, “ci sono tre opzioni. La prima è giocare ad Amburgo e Parigi sottoponendomi a intense sessioni di fisoterapia che dovrebbero rinforzare il muscolo abbastanza da sostenere il ginocchio. La seconda sarebbe di fermarmi, di riposarmi un paio di mesi provando sempre con la fisioterapia costante e un’atletica mirata a risolvere il problema. La terza opzione è il...trapianto osseo e di cartilagine che significherebbe uno stop minimo di sei mesi, oltre a tutti i rischi legati alle alte possibilità di rigetto. Quello è però un intervento che si può fare una volta nella vita. Non si può ripetere, per cui deve riuscire". Alla domanda “a questo punto quanto temi per la tua carriera” la risposta è “abbastanza”.
Oggi pomeriggio Volandri sarà a Villa Stuart, la prossima settimana andrà a Milanello. Tutti tentativi per lasciare cadere nel vuoto, quella parola “abbastanza”. In bocca al lupo Filo!

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Roma. Fa tutto Poto ma poi cede a Karlovic - Nel match serale del TMS di Roma, l'attesa seconda uscita di Potito Starace non si è conclusa nel migliore dei modi, con il gigante Karlovic a frustrare il nostro con i suoi temibili e - purtroppo - efficaci servizi. Tre set (63 67 76 in poco più di due ore e mezzo di gioco) di tennis non esaltante da un punto di vista tecnico, certamente molto di più sotto il profilo delle emozioni, con Potito capace di tenersi in vita, dopo aver perso il primo set, grazie a una seconda frazione tiratissima vinta al tie-break anche grazie alla sciagurata serie di errori di Karlovic. Il croato, però, non ha vacillato e, nella terza e decisiva partita, ha lottato punto su punto fino al nuovo, stavolta sfortunato per la parte azzurra del campo, tie-break. Un po' nervoso ma comunque combattivo durante il match, Potito si è mostrato decisamente sconfortato a fine gara: "È un'agonia giocare con Karlovic... lo sapevo anche prima, certo, ma ho provato a tenere il campo meglio che potevo. Il fatto è che lui serve a 600 all'ora, e non è facile per me con uno che inizia ogni volta il punto dal... terzo piano. Quando ho servito io, sono riuscito a farlo muovere e a gestire il punto. Nei game di risposta, invece, non riuscivo mai a impattare bene la palla... schizzava da ogni parte. Ho avuto un po' di sfortuna ultimamente e anche i sorteggi non sono stati benevoli. Ora dovrò cercare di vincere un po' di partite consecutivamente, ho bisogno di mettere in fila qualche risultato". Le speranze italiane sono, dunque, tutte nelle mani di Simone Bolelli che, nel Day 4 del Foro Italico, cercherà l'impresa contro Andy "Capitan America" Roddick. RISULTATI - Singolare maschile S Wawrinka (SUI) b. (16)A Murray (GBR) 62 76 I Karlovic (CRO) b. P Starace (ITA) 63 67 76 [...]

Roma. Fuori Nadal: "Calendario folle" - Rafael Nadal perde contro Juan Carlos Ferrero e Roma perde il campione uscente e il suo protagonista principe. Doveva essere il quarto trionfo consecutivo a Roma per entrare nella storia ed invece un grande Ferrero e le vesciche lo hanno fermato al suo esordio sui campi del Foro Italico per l'edizione 2008. Rafa Nadal quindi saluta tutti e se ne torna a casa a mani vuote. Un primo set combattuto nel quale però il maiorchino ha dovuto annullare un primo set point sul 5-4 in favore del connazionale e poi soccombere nel secondo sul 6-5. Nella seconda frazione sul 3 a 1 per Ferrero, il dolore provocato da una profonda vescica sul piede destro ha costretto Rafa ad affidarsi ai tre minuti per farsi medicare. Il resto è stato un monologo di Juan Carlos, già vincitore degli Internazionali d'Italia nel 2001, che ha chiuso il match con un netto 61 di fronte ad un'impotente e sofferente Nadal. Il 21enne di Manacor riscopre il sapore della sconfitta sulla terra rossa dopo quella subita ad Amburgo lo scorso anno contro Roger Federer. La seconda dal quarto di finale di Stoccarda perso nel 2004 contro David Ferrer. In conferenza stampa, Rafael scuro in volto ha attaccato - come già fatto a Monte-Carlo - le scelte di calendario che hanno portato la stagione tennistica ad essere quasi insonstenibile per i giocatori: "Lo avevo detto a Monte-Carlo, adesso capite il perché di quello sfogo. Non è possibile così. Non parlerò con De Villiers, tutto quello che dovevo dirgli l'ho già detto, ripetere sempre le stesse cose sarebbe stupido". Torna invece su buoni livelli Ferrero che vendica il ko subito a Monte Carlo due settimane fa proprio da Nadal e, considerato il tabellone, si candida come un possibile outsider per il proseguo del torneo. "Nel primo set sono stato molto più aggressivo di quanto avessi fatto a Monte Carlo – le parole di Ferrero dopo il successo – nella seconda parte il suo infortunio al piede è stata la chiave per portare a casa la vittoria". Passa al turno successivo anche Fernando Verdasco che si impone su Nicolas Lapentti in tre set, 62 57 62 lo score finale. RISULTATI – SINGOLARE MASCHILE Secondo turno (2)R Nadal (ESP) b. JC Ferrero (ESP) 75 61 F Verdasco (ESP) b. (Q)N Lapentti (ECU) 62 57 62 (14)T Robredo (ESP) b. N Mahut (FRA) 75 76 [...]

Bolelli sfida Roddick "Posso batterlo" - Chiude con un ace Simone Bolelli il suo secondo turno contro Gilles Simon e vola al prossimo round contro Andy Roddick, che tra i big è certamente il più abbordabile da affrontare sulla terra rossa. Bole ha dimostrato di essere in assoluto l'azzurro più in forma in questo momento; pur non giocando il suo miglior tennis è infatto rimasto concentrato nei momenti chiave della gara contro il "catenacciaro" francese n.34 del mondo, piegato con un doppio 64 nonostante il break subito in apertura di secondo set. Sotto 2-0 Bolelli non si è scoraggiato ed ha ripreso ad imporre il suo gioco firmando 4 games consecutivi prima di chiudere a zero l'ultimo gioco con un potente ace centrale. "Ho giocato a tratti oggi - ha detto Simone in conferenza stampa - e ho dovuto prendere qualche rischio di troppo perché lui restava dietro a palleggiare aspettando il mio errore. Ho fatto fatica a entrare in partita, forse ero un po' teso...l'atmosfera di Roma è sempre particolare. E poi sul campo numero uno devo dire che il pubblico ti è davvero addosso...cosa simpatica se fa il tifo per te! Era tutto un "Daje SImo", o "Finiscilo che è cotto", commenti davvero incoraggianti". Nel terzo turno Roddick non sarà una passeggiata, ma Simone è comunque fiducioso: "So di avere delle possibilità, certo non potrò permettermi errori e dovrò farlo muovere molto e rispondere ai suoi servizi nel migliore dei modi. Se gioco aggressivo come so fare comunque, so di avere delle possibilità". Si chiude invece a favore di Igor Andreev l'equilibrata sfida contro la testa di serie n.13 Juan Monaco. Il russo ha recuperato il set di svantaggio subito dall'argentino chiudendo col punteggio 46 61 64. RISULTATI – SINGOLARE MASCHILE Secondo turno S Bolelli (ITA) b. G Simon (FRA) 64 64 I Andreev (RUS) b. (13)J Monaco (ARG) 46 61 64 [...]

Roma. Anche Seppi se ne va. Sul velluto Davydenko - Dopo Volandri anche Seppi lascia il Foro Italico. Il bolzanino ha ceduto al terzo set 76 36 61 all’americano James Blake al termine di un match con continui ribaltamenti di fronte. Il primo set ha messo in scena una serie di break e contro break trascinandosi fino al tie break chiuso a favore di Blake. La seconda frazione ha visto Andreas salire di tono portando l’incontro al terzo set. L’ultima decisiva partita sembrava potesse lanciare l’azzurro verso il terzo turno ma sul 2-1 ha perso il servizio e con lui anche un po’ di cattiveria. Da quel momento in campo c’è stato solo Blake che ora attenderà il vincente tra Llapenti, che ha eliminato ieri Volandri, e Verdasco. “Il primo set abbiamo fatto entrambi molti errori perdendo in continuazione il servizio – ha detto Seppi a fine match – nel secondo sono cresciuto ed ho pensato di poter portare a casa l’incontro. Poi sul 2-1 nel terzo – ha continuato - ho subito un altro break da parte di Blake, mi sono disunito e mi è mancata la fiducia per recuperare”. Davydenko sbriga la pratica Ancic con autorità. Il semifinalista dello scorso anno e vincitore del Masters Series di Miami liquida il croato, reduce dalla buona prova in coppa Davis contro l’Italia, dimostrando una buona condizione di forma già dal primo incontro. Netto il punteggio finale 62 62 a favore del n.4 del mondo che non ha lasciato scampo ad un Super Mario costretto a fare le valigie dopo la vittoria nel primo turno contro Feliciano Lopez. Ancic fu eliminato da Davydenko anche a Miami in occasione degli ottavi di finale. In scioltezza anche Fernando Gonzalez che si libera di Korolev col punteggio di 63 62 e si appresta a sfidare Almagro nel prossimo round. Il cileno RISULTATI – SINGOLARE MASCHILE Secondo turno (8)J Blake (USA) b. A Seppi (ITA) 76 36 61 (4)N Davydenko (RUS) b. (WC)M Ancic (CRO) 62 62 (12)F Gonzalez (CHI) b. (Q)E Korolev (RUS) 63 62 [...]

Roma. Djoko fulmina Darcis ma "i campi non sono il massimo" - Novak Djokovic si presenta al pubblico romano in grande spolvero, salutano invece Nalbandian e Ferrer, rispettivamente testa di serie n.7 e n.5. Agevole il successo per Nole al secondo turno sul belga Steve Darcis, castigatore di Ivan Ljubicic nel primo round, che ha superato in 1 ora e 13 minuti il n.43 del mondo, vincitore quest’anno della prova di Memphis, con un netto 64 60. Dopo un sostanziale equilibro fino al 4-4 del primo set, il 20enne di Belgrado ha cambiato marcia infilando 8 games consecutivi. “I primi turni di un torneo sono sempre i più difficili perché devi testare il tuo stato di forma e il campo – ha detto Djoko al termine dell’incontro - dal ritiro di Monte Carlo non avevo più giocato sulla terra per cui oggi dovevo fare maggiore attenzione”. Il numero 3 del mondo si è poi soffermato sulla qualità del campo di gioco che secondo le sue opinioni non si presenta nel migliore dei modi. “Le condizioni del campo oggi non erano ottimali. L’ho detto al giudice di sedia che ovviamente mi ha risposto che non poteva farci nulla: penso che nessuno voglia che i giocatori si facciano male dato che i protagonisti alla fine siamo noi…”. “Questi campi comunque sono più veloci – ha continuato - e la palla rimbalza più in alto, cosa che in ogni caso mi mette a mio agio”. Se ne va invece David Nalbandian sfortunato ad incontrare subito sulla sua strada un terraiolo doc come Nicolas Almagro, vincitore nella stagione in corso dei tornei di Costa do Sauipe e Acapulco e finalista a Valencia. Dopo aver eliminato il nostro Flavio Cipolla lo spagnolo ha avuto la meglio sull’argentino in due set, 64 75 il punteggio, confermando lo splendido momento di forma che lo ha portato in questi giorni a raggiungere il suo best ranking al 21esimo posto della classifica assoluta. Cede invece al terzo set lo spagnolo David Ferrer contro il ceko Radek Stepanek. Dopo essere andato in vantaggio nella prima frazione Ferrer ha visto il ritorno di Stepanek bravo ad infilare un 62 62 che ha spedito a casa l'iberico testa di serie n.5 del torneo. RISULTATI– SINGOLARE MASCHILE Secondo turno (3)N Djokovic (SRB) b. S Darcis (BEL) 64 60 N Almagro (ESP) b. (7)D Nalbandian (ARG) 64 75 (Q)L Horna (PER) b. J Acasuso (ARG) 63 76 R Stepanek (CZE) b. (5)D Ferrer (ESP 46 62 61 [...]

Roma. Bolelli incendia il Foro Italico: "Il mio miglior tennis" - Timore per l’esordio al Foro Italico. Apprensione per il primo turno in notturna. Preoccupazione per un nuovo incontro dopo la finale raggiunta a Monaco. Simone Bolelli ha scacciato tutto in soli 61 minuti. Tanto ha impiegato l’azzurro a liquidare il qualificato francese Olivier Patience con un secco 60 63. “Sono riuscito a esprimere il mio tennis migliore”, ha dichiarato il bolognese, alla sua prima vittoria agli Internazionali dopo tre tentativi, “non gli ho dato nessuna chance. Sono stato aggressivo e questo mi ha permesso di comandare gli scambi”. L’esordio è quindi superato di slancio. Il prossimo avversario sarà un altro francese, Gilles Simon che si è aggiudicato il derby transalpino superando Jo-Wilfried Tsonga, finalista agli Australian Open, ma al rientro dopo un infortunio, con il punteggio di 62 46 76(6) dopo 2 ore e 20 minuti di gioco. “Non l’ho mai incontrato, ma a questi livelli sarà comunque una partita durissima”, assicura “Bole” che continua, “quando si vince la stanchezza non si sente, rimane in un angolo”. Si supera pure la poca simpatia per il turno serale: “non mi piace lamentarmi, ma non amo giocare di sera. Sono miope, porto le lenti a contatto e con le luci artificiali vedo malissimo. Per fortuna quest’anno l’illuminazione sul campo centrale è decisamente migliore”. Dopo la vittoria cena con mamma Stefania e papà Daniele e poi a letto. “Domani sarà una giornata lunga, sono impegnato sia in singolare che in doppio”. Ma Simone ha le idee ben chiare. “Se voglio scalare il ranking mondiale devo essere competitivo su tutte le superfici. Non ho ancora vinto nulla, sono solo il n. 50 del mondo e non mi monto certo la testa. So che in questo sport è difficile crescere velocemente”. Mercoledì, contro Simon, sarà un nuovo step. RISULTATI F Verdasco (ESP) b. (11)C Moya (ESP) 63 64 G Simon (FRA) b. (10)JW Tsonga (FRA) 62 46 76 S Bolelli (ITA) b . (Q)O Patience (FRA) 60 63 [...]

Roma. Volandri sconfitto da Lapentti e dal ginocchio - Corsi e ricorsi storici. Già, ma purtroppo, per Filippo Volandri, il risultato non è sempre lo stesso. L’anno scorso l’avventura dell’azzurro, che lo aveva portato fino a una storica semifinale, era iniziata dal sorteggio del main draw effettuato in compagnia dell’amico Potito Starace. Poi l’esordio con un qualificato, il russo Teimuraz Gabashvili battuto facilmente, fino alla cavalcata trionfale che aveva fatto infiammare il Foro Italico. Quest’anno tutto era stato eseguito ricalcando la scorsa edizione fin dal sorteggio del tabellone principale – coincidenza o scaramanzia – effettuato ancora una volta dalla coppia Volandri&Starace. La dea bendata sembrava aver pensato al resto ponendo ancora una volta un qualificato sulla strada dell’azzurro. Che sia tutto come lo scorso anno? Invece no, a non essere lo stesso di 12 mesi fa è lui, il principale protagonista, Filippo Volandri o meglio il suo ginocchio sinistro, afflitto da condriopatia. L’azzurro, sfatando qualsiasi corso o ricorso, ha perso malamente all’esordio per mano dell’ecudoriano Nicolas Lapentti 7/6(2) 2/6 6/2. E pensare che il primo set era iniziato in discesa per “Filo” che si era portato subito avanti per 5 giochi a 1, poi l’improvviso, inspiegabile, almeno dalle tribune, black out. L’ecudoriano si è portato sul cinque pari e poi si è aggiudicato il successivo tie break per 8 punti a 6. Nel secondo set un nuovo lampo dell’azzurro che si è nuovamente portato sul 5 a 1. Corsi e ricorsi storici, si poteva pensare al peggio, invece questa volta Volandri riusciva a portare a casa il set. Nella terza e decisiva frazione “Filo” si è portato avanti di un break sul 2 a 1, ma poi ha subito un parziale di cinque giochi consecutivi che ha fatto svanire, nel peggiore dei modi, il sogno di una nuova cavalcata del livornese al Foro Italico. “A metà del secondo set ha iniziato a farmi male il ginocchio”, ha confessato al termine dell’incontro Volandri, “non riesco a giocare più di un’ora e mezza. Se non riesco a risolvere questo problema tutto diventa più difficile. Non posso giocare contro nessuno, nemmeno in un challenger”. "Sono stati tanti i momenti difficili della mia carriera - ha proseguito - e sono sempre riuscito a risalire, ma stavolta proprio non so come andrà a finire". Un ginocchio a demolire qualsiasi coincidenza o scaramanzia e il Foro Italico rimane così senza il suo n. 1. RISULTATI - Singolare maschile (15)I Karlovic (CRO) b. P Mathieu (FRA) 76 62 (WC)M Ancic (CRO) b. F Lopez (ESP) 64 64 (12)F Gonzalez b. J Tipsarevic (SRB) 36 76 76 (Q)N Lapentii (ECU) b. F Volandri (ITA) 76 26 62 [...]

Federer: "Sento buone vibrazioni" - Roger Federer ha cominciato nel migliore dei modi l'avventura sul rosso del Foro Italico, quella "Rome Campaign" - per dirla con le sue parole - che spera lo porti alla tanto sospirata vendetta agonistica sul gladiatore Rafael Nadal e alla conquista di quel titolo che manca al suo palmares. Battuto Guillermo Canas con un doppio 63 che ha sottolineato il suo buono stato di forma e la ritrovata tranquillità nella gestione del match, Rog ha strappato un biglietto per il terzo turno degli Internazionali dove potrebbe scontrarsi con Potito Starace. Nell'attesa del match che il pubblico italiano si augura di potersi gustare, riportiamo i passaggi salienti della conferenza stampa post-partita tenuta dal numero 1 del mondo nella sala delle conferenze del villaggio del Foro Italico. Domanda. Si tratta della solida partenza in cui speravi? R. Federer: Direi proprio di sì. Affrontare uno come Guillermo al primo turno è sempre un'impresa. E io lo so bene... Proprio per questo sapevo che sarebbe stato un match difficile. Ma ho giocato bene e con solidità. Sento di aver ritrovato il mio "groove", il mio ritmo. Di certo, la settimana di pausa dopo Monte Carlo mi ha fatto bene e mi ha permesso di concentrarmi sugli allenamenti. D. Ritieni che la chiave del successo sulla terra rossa sia uguale a quella del cemento e dell'erba? R.F.: No, occorre sempre aggiustare il proprio gioco a seconda della superficie. Per me, grazie a Dio, il cambio di superficie è una cosa che affronto con naturalezza, il che è un grande vantaggio nel nostro sport. Mi sento bene su ogni campo e, per quanto riguarda il rosso, so che è un terreno che richiede maggiore pazienza di altri. Ed è per questo che mi piace. Anzi, direi che più cresco più l'apprezzo. Meglio ancora, la terra mi affascina perché ti costringe a costruire il punto colpo dopo colpo. E poi si deve scivolare, una parte di questo gioco che ho sempre adorato. D. Hai giocato parecchi drop shot contro Canas. Come mai? R.F.: Diciamo che sono stato ispirato dal mio capitano di Coppa Davis, Severin Luthi, che ha osservato il match di Canas di ieri. Non è un segreto che lui giochi da fondocampo ma ho provato quel colpo su suo consiglio ed ha funzionato. D. Dopo la mononucleosi e tutte le difficoltà che hai avuto all'inizio dell'anno, giocare sulla terra ti è sembrato un nuovo inizio? R.F.: Si tratta di un nuovo inizio per tutti. Ora tutti i giocatori sono in Europa ed è un po' come se fosse un circuito diverso a cui tutti si devono adattare. Direi che la stagione sulla terra rossa è arrivata proprio mentre cominciavo a stare meglio ed è stato un grosso cambiamento. La decisione di giocare all'Estoril è stata più che giusta perché, dopo la sconfitta di Dubai, sentivo il bisogno di accumulare più match. Comunque ora mi sento bene, di nuovo in carreggiata, come se niente fosse successo. [...]

Roma. Bene Roddick. Federer lusinga Totti e stende Canas - Al suo esordio stagionale sulla terra rossa, Andy Roddick ha aperto il programma del Pietrangeli in questa seconda, caldissima, giornata degli Internazionali BNL d'Italia 2008. Opposto all'amico e connazionale Mardy Fish - nei precedenti 7 vittorie per A-Rod e appena una per Fish - e sospinto dal pubblico oggi numerosissimo sugli spalti dell'ex Pallacorda, Andy non ha dovuto faticare più di tanto per avere la meglio (61 64 il punteggio) sull'avversario, parso un po' appesantito, spesso sciupone e a tratti addirittura inguardabile. Non ce ne voglia, ma il Fish visto oggi è un giocatore tornato decisamente ai "suoi" livelli. "Con gli amici è sempre difficile giocare - ha detto Andy, qualificato al terzo turno - però è vero, con Mardy vinco quasi sempre. Come esordio sul rosso non c'è male, anche se è presto per poter fare previsioni, vediamo il resto del torneo". Roddick, che come miglior risultato a Roma ha la semifinale del 2002, quando era 18enne, spera che l'esperienza accumulata lo porti a migliorare quel risultato: "La prima volta fu semifinale, oggi ho 6 anni in più, ho vinto più di 20 titoli e sono stato anche numero uno. Sono sicuramente un giocatore migliore adesso, speriamo solo che l'esperienza renda". FEDERER & TOTTI Nel frattempo, mentre Roger si scaldava in attesa di entrare sul Centrale per il suo incontro di secondo turno - bye al primo - contro il "cagnaccio" (3-2 i precedenti per l'argentino) Guillermo Canas, ha avuto parole di stima nei confronti di Francesco Totti, che di lì a poco sarebbe arrivato al Foro Italico per tifare dagli spalti proprio per lo svizzero numero uno al mondo. "Auguro a Francesco il meglio - ha detto Roger - spero che possa riprendersi il prima possibile dall'infortunio. Lui è un numero uno, sono stato allo stadio Olimpico un paio di volte a vederlo giocare, ed è incredibile quanto la gente qui a Roma voglia bene alla squadra e a Totti, c'è sempre una grande atmosfera". Il capitano della Roma, oltre a rassicurare i tifosi romanisti sul rispetto dei tempi del suo recupero, ha commentato: "Federer ha detto che il numero uno è Totti? Beh, la cosa è certamente ricambiata, del resto sono venuto qui apposta per vederlo giocare". Una volta in campo con la sua bestia nera Canas, Roger ha applicato al meglio la tattica da rosso che già all'Estoril e a Monte-Carlo gli aveva fruttato un titolo e la solita finale con Nadal: sin dai primi scambi, il numero uno fa muovere moltissimo l'avversario, destra-sinistra e palla corta, mettendo il match sul binario giusto. Quando manca un po' di fiato, poi, l'alternativa di Roger è tanto banale quanto efficace: tirare forte sulle righe, meglio di così... Il 63 63 che ne scaturisce è il miglior biglietto da visita per un Federer che punta decisamente alla vendetta su Nadal. RISULTATI - Singolare Maschile Secondo turno (6)A Roddick (USA) b. M Fish (USA) 61 64 (1)R Federer (SUI) b. G Canas (ARG) 63 63 Primo turno (14)T Robredo (ESP) b. J Chela (ARG) 64 61 J Acasuso (ARG) b. D Tursunov (RUS) 64 62 JC Ferrero (ESP) b. N Kiefer (GER) 67 63 64 [...]

Roma. Wawrinka fa fuori uno sbiadito Safin. Murray si salva - Ormai sembra proprio irriconoscibile. Sul rosso del Foro Italico di Roma Marat Safin ha fatto la stessa fine della testa di serie n.9 Richard Gasquet, sconfitto per 64 61 dal qualificato n.111 del mondo Luis Horna, e del n. 29 ATP Ivan Ljubicic, fatto fuori per 75 76 dal belga Steve Darcis. Il russo, entrato in tabellone con una wild card, è stato infatti eliminato al primo turno, in tre set, da Stanislas Wawrinka. Un duro colpo da digerire dato che una sconfitta così precoce non era mai stata rimediata nella Capitale dall'ex-zar del circuito. I bei tempi in cui Marat intimoriva gli avversari con i devastanti colpi scoccati da fondocampo e con quella personalissima lucida follia che ammantava il suo tennis rendendolo, se non unico, quanto meno di difficile imitazione, sono purtroppo un lontano ricordo. Colpa dei tanti acciacchi fisici - la schiena e il "maledetto" ginocchio sinistro - che sono andati a sommarsi alla sua patologica pigrizia, difetto che il talento non è mai riuscito del tutto a coprire. Fatto sta che, nel match serale di questa uggiosa prima giornata di tennis romano, lo svizzero n. 29 del mondo ha incassato più che bene la perdita del primo set al tie-break, nel corso del quale Safin ha dato tutto sé stesso per prevalere, e si è messo a trottare come un matto nelle due successive frazioni di gara, stordendo l'avversario a più riprese, fino a ottenere la vittoria finale col punteggio totale di 67 62 61. Wawrinka, semifinalista al torneo di Barcellona appena concluso (sconfitto da Ferrer per 76 63) ha conquistato il secondo turno degli Internazionali d'Italia per la seconda volta in carriera e, per migliorare il suo record romano, dovrà battere lo scozzese Andy Murray. La testa di serie n.16 è riuscito a tirarsi fuori da una brutta situazione, e dunque a passare un turno a Roma per la prima volta, quando il qualificato Juan Martin Del Potro si è ritirato nel terzo set. [...]

Roma. Seppi incanta il "mago" Santoro. Fuori Naso e Cipolla - Dopo Potito Starace, anche Andreas Seppi approda al secondo turno. L’azzurro ha battuto il francese Fabrice Santoro 64 62, incontrando le maggiori difficoltà solo in avvio di match (02) e alla ripresa dopo la seconda interruzione per pioggia della giornata quando Andreas è andato a servire per il primo set sul 54. Prossimo avversario di Seppi l’americano James Blake (t.d.s. n. 8). Alla vigilia erano invece stati pronosticati come i due incontri più ostici per gli azzurri e così si sono rivelati anche in campo. Flavio Cipolla è stato infatti battuto dallo spagnolo Nicolas Almagro con un secco 61 63, mentre Gianluca Naso è stato eliminato dall’argentino Guillermo Canas 67 63 62. “All’inizio del secondo set ho pensato di vincere”, ha ammesso il siciliano, allenato da Fabio Rizzo nel team con Francesco Aldi e Alessio Di Mauro, “ho faticato parecchio a portare a casa la prima frazione, ho avuto anche diverse occasioni per chiuderla prima. La stanchezza poi l’ho pagata al terzo set”. La wild card ricevuta dagli organizzatori l’ha sorpreso. “Probabilmente è stato un premio per il buon momento che sto attraversando, ma sono stato anche favorito dall’assenza per squalifica di alcuni giocatori italiani e dall’infortunio al polso destro di Fogna”. Fogna? "Fabio Fognini (suo ex-compagno di allenamenti per oltre quattro anni; ndr) è stato più bravo di me a gestire la pressione per le aspettative che si sono create intorno a noi nel periodo di passaggio al professionismo. Adesso sono più tranquillo e sto arrivando anch’io al tennis che conta, anno prima o anno dopo non penso faccia tutta questa differenza”. [...]

Roma. Fabbiano, che peccato! - Al primo esame nel circuito maggiore, Thomas Fabbiano non delude e, anzi, fa ben sperare per il futuro. Agli Internazionali di Roma, il 18enne pugliese, numero 412 del mondo, ha impegnato per due ore e 34 minuti di gioco il francese Nicolas Mahut (n. 44 ATP) che ha dovuto fare gli straordinari per superarlo in tre set, col punteggio di 67 64 75. "Il mio avversario ha sfruttato con intelligenza la mia inesperienza in match di questo livello", ha dichiarato il giovane azzurro che ha avuto più di una possibilità per allungare le distanze e mettersi in condizione di portare a casa il match nella terza e decisiva partita. "Sono dispiaciuto per il risultato ma ammetto che la prestazione di oggi, come quelle delle qualificazioni, mi danno tanta fiducia per il futuro e un'immensa voglia di tornare in campo per mettermi di nuovo alla prova". Nel suo primo match in un tabellone principale del circuito ATP, il piccolo Thomas - appena 1 metro e 70 centimetri d'altezza - ha giocato senza timori, pigiando sull'acceleratore sin dai primi colpi. La sua attitudine e il calore del pubblico, che lo ha seguito sul campo numero 6 del Foro Italico, lo hanno giustamente ricompensato con la conquista della prima frazione di gioco al tie-break. Nel secondo set, però, il francese è tornato all'attacco e, dopo aver scongiurato un possibile 4 a 2 in suo sfavore, è riuscito a suon di servizi e buoni colpi a rimettere la situazione in parità, vincendo il secondo set per 6 giochi a 4. Nella terza partita, poi, ci si è messa pure la pioggia a rendere le cose ancora più difficili. Sospeso sull'1 a 1, il match è ricominciato poco più di un'ora dopo e, anche in questo caso, Fabbiano ha dato prova di grande maturità, portandosi in vantaggio per 4 a 3 e conquistando una palla break per il 5 a 3. A questo punto, Mahut ha dato fondo a tutta la sua esperienza per raggiungere il rivale sul 5 pari e, poi, chiudere il conto sul 75 finale. "Non posso davvero lamentarmi di questi giorni romani che spero di mettere a frutto al torneo di San Remo della prossima settimana", ha detto Thomas che in estate dovrà affrontare un altro importante esame, quello di maturità, che dovrebe preludere a un futuro universitario. [...]

Monaco, finale. Bolelli lotta, Mano de Pedra trionfa - Simone non ce l'ha fatta. Nonostante il bel tennis, nonostante la tenacia, nonostante la caparbietà che l'hanno fatto rimanere in pista nella sua prima finale ATP in carriera fino al terzo e decisivo set. A spuntarla, sulla terra rossa di Monaco di Baviera, è stato Fernando "Mano de Pedra" Gonzalez che ha sconfitto Bolelli per 76 67 63 in 2 ore e 38 minuti. È stata una battaglia dura e serrata che l'azzurro ha affrontato con piglio da veterano, lottando su ogni singola palla e inventandosi alcune ottime risposte ai devastanti turni di servizio del cileno numero 15 del mondo. Dopo il sostanziale equilibrio dei primi due set, decisi entrambi dal tie break - 7 punti a 4 per Gonzalez nel primo, medesimo punteggio per Simone nel secondo - il match dopo 1 ora e 55 minuti entra nella fase decisiva, quella del terzo e ultimo set: nei primi quattro giochi il punteggio segue il turno di battuta, fino al 2 pari; nel quinto game Gonzalez strappa il servizio all'avversario - prima volta nell'intera gara - salendo a condurre per 4-2, quindi 5-3, prima di chiudere al nono game alla prima opportunità dopo 2 ore e 38 minuti di intensissimo tennis. L'exploit di Monaco sottolinea come l'esperienza in Coppa Davis e la semifinale nell'ATP di Zagabria dello scorso febbraio (persa contro l'ucraino Sergiy Stakhovsky per 64 64) abbiano fatto crescere esponenzialmente il bolognese sia dal punto di vista tattico sia sotto il profilo mentale e psicologico. La prova del nove lo aspetta a partire da domani, lunedì 5 maggio, sui campi del Foro Italico di Roma. Primo impegno? Sconfiggere il qualificato francese Olivier Patience per accedere al secondo turno. [...]

Dentro Matchpoint: intervista a Bolelli - Piccoli grandi tennisti crescono. Settimana dopo settimana, torneo dopo torneo, partita dopo partita. Simone Bolelli, 22enne di Budrio, si sta facendo largo nel circuito ATP, passo dopo passo. Dai primi colpi tirati al Tennis Club Siro con Andrea Saetti, oggi è diventato l’osservato speciale del circuito pro, in ogni appuntamento, indipendentemente dalla superficie sulla quale si gioca. Lo è stato in Coppa Davis a Dubrovnik, dove Croazia e Italia si sono sfidate per il secondo turno del Gruppo I della zona euro/africana. Per Goran Prpic, il capitano croato, era lui il giocatore azzurro da temere di più: “Bolelli sta crescendo settimana dopo settimana, è da tenere d’occhio”. Lo è stato al Master Series di Monte Carlo, fin dalle qualificazioni. Mariano Monachesi, dopo che il suo allievo Juan Ignacio Chela è stato sorteggiato con un qualificato, non si è perso un punto degli incontri del bolognese. “Tra i giocatori che stanno disputando le quali, Bolelli è da evitare, è un vero e proprio talento. Anzi, mi sorprende che ancora non abbia la classifica per entrare direttamente nei Master Series”. La sorte non l’ha ascoltato. “Bole”, dopo aver superato le qualificazioni, è stato sorteggiato proprio contro Chela e ha disputato una gran partita, come a non voler smentire le tante buone parole spese nei suoi riguardi. I paragoni si fanno sempre più importanti, qualcuno fa addirittura il nome di Re Roger, per i suoi colpi, a volte, di così difficile esecuzione. “Certe similitudini non possono che farmi piacere”, commenta l’allievo di Claudio Pistolesi, “è vero, a volte faccio un gioco rischioso, ma perché sono convinto che è così che si ottengono i risultati”. Lo scorso anno Simone ha chiuso la stagione, per la prima volta, nei top-100, ha fatto il suo debutto in tre delle quattro prove del Grande Slam, superando sempre il primo turno: a Parigi ha battuto il finalista dell’edizione 2003, l’olandese Martin Verkerk per poi essere eliminato dall’argentino Guillermo Canas; a Wimbledon ha superato lo spagnolo Guillermo Garcia Lopez e poi si è arreso all’australiano Lleyton Hewitt; agli US Open ha sconfitto il francese Julien Benneteau e poi ha perso dal ceco Tomas Berdych. Quest’anno secondo turno anche agli Australian Open (superato Ram e battuto dal serbo Novak Djokovic, che ha poi vinto il torneo), ha raggiunto il suo best ranking, n. 53, e la sua prima semifinale ATP, a Zagabria, perdendo dall’ucraino Sergiy Stakhovsky, che si è poi aggiudicato il titolo. Al Master Series di Miami ha bissato il terzo turno ottenuto lo scorso anno e ha sfiorato il colpaccio contro il futuro vincitore del torneo, il russo Nikolay Davydenko, n.4 delle classifiche mondiali. I cinque confronti con i top-10 (Berdych, Djokovic, Gasquet, Ferrer e Davydenko) fanno parte del bagaglio della crescita di Simone. “Io ci aggiungo anche l’incontro di Coppa Davis con Ancic, perché in quell’occasione Mario ha giocato da top-10 quale è stato nel 2006”, sottolinea coach Pistolesi. Ma i momenti importanti, per Simone, sono altri. “Dopo la sconfitta subita a Rotterdam per mano di Ferrer ho continuato a giocare a un livello molto alto. Avevo disputato una buona partita anche con Gasquet a Marsiglia, ma a fare la differenza è la continuità. E da Rotterdam in poi ogni settimana gioco sempre meglio”. Federer, Nadal, Djokovic. Chi ti impressiona di più? “Sicuramente Djoko, mi sembra il giocatore più vicino a Federer. Se lo svizzero inizia a sentire qualche pressione penso sia più a causa sua, che non di Nadal. Novak è uno che può fare risultato ogni settimana e su ogni superficie”. A Bolelli cosa manca per arrivare tra i top-10? “I top-10 sono il mio sogno e sto lavorando per realizzarlo. Però non mi piace parlare di cosa mi manca, quanto piuttosto degli aspetti da migliorare per raggiungere il mio obiettivo”. Allora quali sono gli aspetti sui quali devi lavorare? “Dal punto di vista atletico penso di avere grandi margini di miglioramento. Sotto l’aspetto tecnico con Claudio stiamo lavorando sul gioco di volo per venire più spesso a rete e qualche progresso lo sto già facendo. A livello mentale, invece, devo acquisire continuità ed essere sempre preparato. I match con i giocatori di vertice si decidono spesso su uno o due quindici”. Qual è la superficie sulla quale ritieni di poter fare i maggiori progressi? “Sul veloce il servizio mi dà una grossa mano, sulla terra credo di poter migliorare di più”. In casa Italia si parla sempre più spesso di un cambio generazionale. Tu, Seppi e a seguire Fognini state mettendo il fiato sul collo a Starace e Volandri. Senti questa responsabilità? “È normale che i più giovani prima o poi si facciano sotto. Non penso però che Poto e Filo si sentano tanto sotto pressione, sono due grandi giocatori e continueranno a farci da traino ancora per molto”. Dopo i vostri risultati, però, in Coppa Davis non è più necessario andare a cercare i campi in terra battuta a tutti i costi. A Dubrovnik avete dimostrato che adesso l’Italia può essere competitiva anche sul veloce. “Io e Andreas siamo più adattabili a tutte le superfici, sicuramente ci esprimiamo meglio sul veloce, ancor di più se indoor. Anche Starace e Volandri, però, possono giocare bene sul cemento”. La nota dolente, quindi, rimane il doppio? “Barazzutti non ci ha chiesto nulla, ma io e Andreas abbiamo deciso di disputare qualche doppio insieme, almeno quando la nostra classifica ci permetterà di entrare in tabellone”. Il 2008 è anno olimpico. Cosa rappresentano i Giochi per Bolelli? “Andare alle Olimpiadi deve essere un’esperienza unica, che ti arricchisce sia come atleta sia come uomo. Il tennis ai Giochi non ha certo l’attenzione dell’atletica leggera. Però io spero proprio di poterci essere. Vivere nel villaggio olimpico, fianco a fianco con atleti di altre discipline, deve essere una grande emozione”. Se potessi scegliere tra una vittoria in un torneo del Grande Slam o la medaglia olimpica cosa preferiresti? “Bella domanda. Al primo posto metto il successo in uno Slam, meglio se agli US Open, poi la medaglia olimpica, ma solo se è d’oro, a seguire il torneo di Roma”. Com’è il tuo rapporto con Pistolesi? “Lo definirei totale. In campo è molto esigente, chiede sempre il massimo, ma credo sia abbastanza normale da parte di un allenatore. Stiamo bene insieme anche fuori dal campo, è un gran simpaticone, un po’ come tutti i romani d’altronde”. Dopo il torneo di Monte Carlo, ci sarà Roma. Come vivi l’avvicinamento al Master Series italiano? “È l’unico appuntamento importante che abbiamo in Italia. Ogni anno c’è sempre una gran voglia di giocarlo, ma bisogna stare attenti a tenere le emozioni sotto controllo. È necessario trovare il giusto equilibrio tra voglia di fare e attenzione a non esagerare”. Simone ci sarà e anche a Roma sarà, ancora una volta lui, l’osservato speciale. (l'intervista completa è in uscita sul numero 8-9 di Matchpoint) [...]

Wimbledon 2008, sale il prizemoney - Wimbledon 2008 farà più ricchi i suoi vincitori: quest'anno sarà infatti di 11.812.000 sterline (quasi 15 milioni di euro) il prizemoney, con un incremento del 4,7% rispetto agli 11.282.710 (circa 14,3 milioni di euro) della scorsa edizione. Ai vincitori del singolare maschile e femminile andranno 750.000 sterline (950.000 euro) ciascuno, il 7,1% in più rispetto allo scorso anno (700.000 sterline, circa 887.000 euro). Quest'anno sorrideranno anche i partecipanti ai tornei del doppio maschile e femminile, che per la prima volta avranno a disposizione un montepremi superiore al milione di sterline (1,27 milioni di euro). [...]