lunedì 6 settembre ore 06:54
Melbourne. Il trionfo di Federer: "Non penso allo Slam"
di Fabrizio Fidecaro
in: Grand Slam - 31/01/2010

img Roger Federer ha appena vinto il 16esimo Slam della sua straordinaria carriera, quando si presenta felice per la rituale conferenza stampa post-match. Ecco un estratto del dialogo tra il numero uno del mondo e i giornalisti presenti a Melbourne.

Dopo le emozioni di vincerne 14 e 15, come valuti un 16esimo titolo dello Slam?
"Penso che si debba anche vedere il modo in cui un match finisce. Se sei avanti 5-0, e 40-0 col servizio a disposizione, o al termine di un tie-break combattuto. Non sapevo nemmeno il punteggio, 13-11. Questo mi fa sentire la vittoria simile a quella di Wimbledon con Roddick, in un certo senso. Poco prima avevo fatto un drop-shot e pensavo di aver vinto, ma, dopo aver perso quel punto, ho pensato "Dio mio, mi ha appena strappato il trofeo dalle mani". Due o tre punti dopo, ero io il vincitore. È stato un ottovolante di emozioni. Sapete, in quei momenti cerchi semplicemente di restare concentrato. Quando il match è finito, ho pensato qualcosa tipo "Oh, mio Dio, è fatta". È stato fantastico".

Saresti stato ancora fiducioso anche se avessi perso il terzo set? Come ti saresti sentito a quel punto?
"Ovviamente sarebbe stato molto interessante vedere come lui si sarebbe mosso. Il match si sarebbe messo su un piano molto fisico. Sfortunatamente per lui, non è andata così. Però, è stato un gioco dall'intensità molto alta, dall'inizio alla fine. Scambi molto lunghi. Nel quarto, comunque, credo che sarei stato ok. Avrei ancora avuto un set di vantaggio, per cui non sarebbe stato un problema".

Andy ha detto che può piangere come te, ma non giocare come te. Tu sei stato molto gentile con lui nella premiazione, affermando che vincerà presto un Major. Cosa te lo fa pensare?
"Penso che Andy si muova benissimo, sia bravo dal punto di vista tattico, abbia un gran rovescio. Ha tutto ciò di cui hai bisogno per battere i migliori e vincere i grandi tornei. A volte, semplicemente, questo non accade quando vorresti. Lui fa parte di una generazione molto forte, ci sono molti giovani in ascesa. Io ho dominato sul cemento e sull'erba per molto tempo, Rafa lo ha fatto sulla terra e poi è divenuto anche fortissimo anche sulle altre superfici, e così via. Non è facile vincere uno Slam, e l'ho dimostrato ancora stasera. Ritengo però che Andy sia davvero forte di testa, e sento che ha il gioco per riuscirci. Il punto è semplicemente quando".

Possiamo iniziare a parlare di Grand Slam? È nei tuoi pensieri il fatto che Nadal ha qualche guaio mentre tu sembri stare molto bene?
"Non è qualcosa che ho mai avuto in testa. Andrò avanti a giocare anche i tornei minori, i Masters 1000, etc. Provo a dare il meglio dovunque vada, perché non esistono solo gli Slam. Certo, sono importanti, ma cerco di rispettare ogni torneo che mi invita a giocare. Ci sono i tifosi che pagano i biglietti, voglio tenere fede alle aspettative che si creano. Non imposterò l'intero calendario solo per vincere i Major: ovviamente, se ciò accade, sarà fantastico, ma non è il mio obiettivo numero uno. Per niente. Lo stesso discorso vale riguardo al numero di Slam che voglio vincere: ciò che accadrà, accadrà. Voglio provare a divertirmi fino alla fine della carriera, perché ho già raggiunto così tanti traguardi che non pensavo fossero mai possibili".

È il tuo primo Major da papà. Hai mai dubitato di essere capace di continuare a vincere da padre?
"No davvero. Ci sono più cose da fare, apparentemente è più dura, ma non tanto come sembra (sorride, ndr). La vittoria speciale per me è stata Cincinnati: le bambine avevano due o tre settimane. Lì è stato bellissimo. Anche qui è stato fantastico, ma forse non dal punto di vista del padre, ma più perché ho dimostrato di poter ancora vincere, dopo aver perso la finale degli US Open".

Edizione Online

Copertina
Il tuo negozio Tennis online

Shop Online

Tutti i prodotti AbsolutelyFree a portata di un click! Pagamento sicuro con carta di credito via PayPal
Vai subito allo SHOP!